Startup, le banche iniziano a crederci

50 MILIONI DI EURO EROGATI ALLE STARTUP DAGLI ISTITUTI DI CREDITO

ART01

Quest’ultima settimana è stata caratterizzata da una serie di notizie ed eventi interessanti che circolano intorno all’ecosistema delle startup. E se da un lato Flavio Briatore rilascia un intervista secondo cui “le startup sono solo fuffa” dall’altra arrivano segnali positivi dagli istituti di credito che iniziano a credere sempre più in “nuovi progetti d’impresa innovativi”. Sono oltre 50 milioni di euro, i capitali investiti dagli istituti di credito sulle imprese ex lege 221. I dati sono stati forniti dal Ministero dello sviluppo economico cui precisa che a godere di questi finanziamenti sono state circa un centinaio di startup, ma non conoscono ancora il dato di quante di queste siano a vocazione sociale. A entrare nello specifico è Mattia Corbetta, addetto alla segreteria tecnica del Ministero dello Sviluppo Economico cui sottolinea come nonostante si viva un momento di osmosi di liquidità finanziaria, le banche sembrerebbero più aperte a sostenere nuovi progetti imprenditoriali . Tra i tanti aspetti uno strumento indispensabile oggi per l’accesso al credito e che gioca un ruolo importante per le startup è sicuramente il Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese che garantisce fino all’80% della somma richiesta dallo startupper. Il meccanismo di funzionamento del Fondo di Garanzia genera un importante effetto leva, in grado di agire da moltiplicatore delle risorse pubbliche, per cui risulta essere uno strumento di politica industriale efficace che presenta un rapporto costi/benefici inferiore a qualsiasi altra agevolazione: con 1 euro di dotazione aggiuntiva del Fondo, al sistema imprenditoriale arrivano circa 20 euro di finanziamenti. È, inoltre, un fondo rotativo, che si alimenta autonomamente per effetto del graduale rimborso dei finanziamenti e in grado di garantire un numero elevato di imprese. Essendo il tasso di default pari a circa il 2% del totale delle operazioni, la maggior parte dei fondi destinati alla copertura della garanzia rientrano alla scadenza naturale delle operazioni e possono essere messi a disposizione di altre imprese. criteri per valutare che le PMI siano finanziariamente ed economicamente sane, modificati nel mese di novembre del 2009, sono calcolati in modo da mantenere il tasso di default basso (all’incirca il 2%) e permettere alle imprese sane, in difficoltà a causa del difficile periodo congiunturale, di poter accedere allo strumento. Ad accedere alla garanzia del Fondo sono soprattutto microimprese (60,5% delle operazioni nel 2012), seguono le piccole imprese (30,7%) e le imprese di medie dimensioni (8,7%). Le imprese artigiane rappresentano una buona parte dell’operatività del Fondo Centrale: hanno presentato più di 12.000 operazioni nel 2012, pari al 20,2% del totale.

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